SIAMO L'«OTTAVO FRONTE»
Non sappiamo come esattamente funzioni il meccanismo di erogazione dei 730 milioni di dollari che il governo israeliano ha stanziato per questo ultimo anno allo scopo di oliare, ungere i canali dell'informazione grande e piccola, ma non possiamo credere che il Bel Paese sia stato escluso da queste provvidenze ed abbiamo motivo di credere che le erogazioni, in una forma giuridica certamente appropriata, abbiano avuto i loro destinatari in quelle aeree che si distinguono, eccellono per uno più smaccato sostegno ad Israele. Un mio amico giornalista, defunto, mi aveva indicato due metodi che avevano tentato con lui: uno consistente in un pagamento per poter leggere l'articolo prima che uscisse in edicola. Al che il mio amico chiedeva: ma non potete aspettare mezz'ora per vederlo in edicola? Era un metodo per mascherare la corruzione. Infine, gettarono la maschera: abbiamo capito che la pensi come la pensi e non ti lasci smuovere, ma noi ti paghiamo, ti diamo uno stipendio se soltanto smetti di trattare certi argomenti. Questo succedeva in anni lontani. Oggi il mio amico avrebbe sicuramente rischiato la vita con un omicidio mascherato da cause naturali o da un incidente automobilistico.